Carmine's profileThe Crystal ShipPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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June 23 18/06Dire che l'atmosfera è surreale è poco. Non c'è neanche la più piccola nuvola a scalfire quell'azzurro intenso che mi aveva accompagnato sin dall'arrivo. Dietro di me una folla oceanica. Davanti a me, quello che avrei voluto sempre vedere.
Mi è capitato poche volte che le note di un concerto toccassero le varie fasi del giorno. E così, in quella Milano così calda da sembrare Roma, capita anche che dopo tocchi ben assortiti di batteria, un folletto vestito di bianco e rosso imbracci una chitarra narrandomi di un "calcolatore". Volumi bassi, quasi impercettibili, a rendere ancora più irreale cosa mi accadeva intorno. Ci sono pezzi che mi hanno strappato una lacrima, altri che mi hanno dato i brividi. E poi, "come sparire completamente". Pensavo quasi di esser l'unico a saperlo, di come fanno gli altri a sparire completamente, senza lasciar tracce. Evidentemente anche quel folletto un po' bianco, un po' rosso, un po' brutto ma così tremendamente profetico lo sa.
Comincia a far buio. Quell'atmosfera così surreale ma così serena, così distesa sembra andar via con i raggi di sole. Tanti, troppi i pensieri. Uno, due arrivederci. Ma poi quel folletto, con i suoi simpatici amici, ritorna. Mi racconta di come bisogna aver pazienza nella vita, mi raccomanda di andare piano.
Ma il nervosismo permane. Ma è quell'arpeggio dissonante, unito a quei versi utopici a mandarmi su di giri. Sei così un sognatore da poter mettere le cose a posto?
Hai intrapreso la strada che ti manderà all'inferno. Puoi urlare e gridare, ma non puoi uscirne, è troppo tardi.
Perchè non hai fatto attenzione. June 16 Quando il sole tramonta.Questo intervento in questo trascuratissimo [e "maledetto!" (cit.)] blog, nasce in maniera molto strana. Non solo avevo dimenticato di averne uno, ma avevo dimenticato che anche una persona a me molto cara ne avesse uno (che a sua volta anch'egli trascura, ed anche più di me forse). Ed è così che sfogliando alla voce preferiti del mio bel firefox compagno di noiose giornate, mi imbatto in questo "when the sun goes down" pensando <saranno mesi che non vado su questo blog, fammi vedere se quella testa di minchia, che con le lettere ci sa fare, ha scritto qualcosa di carino>.
Come prevedevo, ultimo intervento datato 3 gennaio. Non lo leggevo da quasi 9 mesi. D'altronde non è uno di quei blog (come questo ahahah) per il quale ad ogni modifica si accende una stellina accanto al contatto messenger (la curiosità e il fastidio di quella lucetta accesa sullo schermo mi "costringono" a sbirciarli di tanto in tanto)
Comunque, leggo.
Si parla di colori, diametralmente opposti. Sfumature. Colori deboli, colori forti. E due date che assumono questi colori quasi ad inno di vita.
Rileggo la data.
Capisco.
e ricordo.
Voglio commentare l'intervento, ma myblog ha deciso che non posso (facendo affidamento sulla mia palese incapacità) ed eccomi qui, come anticipato in apertura, a dedicare un post per un commento che volevo fare su un altro blog.
Sai cos'è la prima cosa che ho pensato quando ho letto quelle parole?
I chilometri che macinasti a piedi per venire fino a casa mia (cosa più unica che rara per te) e la spavalderia con la quale mi raccontasti la tua felicità.
Le continue cazziate che ti facevo, perchè di studiare non ne sentivi proprio il bisogno (cosa che effettivamente non è cambiata di molto).
Quella volta che mi incazzai tremendamente, perchè per una telefonata osasti perderti un intero primo tempo del nostro Napoli.
E poi il tuo non riuscire a capacitarti che tutto stava per cambiare, che niente era così definito come credevi, e che probabilmente avevi preso in giro solo te stesso, o magari ti sentivi preso in giro dal mondo intero.
Quanto tempo è passato, quante cose sono cambiate.
Ricordo la forza che ho cercato di infonderti, e quella di cui ho avuto bisogno io qualche mese dopo.
Quando mi venisti a prendere in macchina e leggendomi nel pensiero mi dicesti: "guida tu, so che hai bisogno di sfogare". Poi quella telefonata, e il tuo farti indietro immediatamente, come il miglior attore non protagonista in una notte da oscar.
E poi le strade, due strade diverse. Le facce, tutte facce diverse. Tu con la tua solitudine, io con la mia. Uniti da una passione, anzi due. E la sicurezza che questa amicizia, che ci lega da quasi quattro anni, sarà davvero dura a morire.
Ed ora? Ogni tanto ci penso. Una cosa so sicuro: ho ancora voglia di ubriacarmi fino alle 3 del mattino davanti a un caminetto come tre idioti; ho ancora voglia di prendere multe in autostrada (a proposito, ti devo ancora quattro punti sulla patente); ho ancora voglia di gordon al legend cafè insieme a "quegli altri due" (si fa per dire), che con noi condividono una delle nostre più grandi passioni. Ho voglia di guardare avanti, come sempre, ma tornando indietro. Magari analizzando il nostro sostrato culturale (anche se lo so che non te ne fotte un cazzo del sostrato), davanti a una bella gordon, al legend cafè, insieme a "quegli altri due" là.
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