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    December 24

    Regali

    Vorrei pubblicare quel che è stato il primo regalo che ho ricevuto per il compleanno, ossia una poesia scritta in italiano volgare da un mio carissimo amico destinato a diventare letterato, giornalista, o semplicemente un prof. d'italiano che sfiderà il prof. pirozzi e il prof. de luca a ping pong nelle ore di spacco.
     
    O Conel', Conel' dalla sessualità incerta
     
    O Conel', Conel' dalla sessualità incerta
    Cos'è che della tua vita in fin t'allerta?
    La vecchiaia per te è ormai certa
    Ed è inutile nasconder'ella co' lenzuol o coperta.
     
    E per altro il tuo organetto di ragion non meca
    Dove mosche e farfal' han' lor' dimora fatto
    Continua ad essere di pecunia bieca
    Ed è impossibil' di natura il ratto.
     
    Qualdunque per lieta ricorrenza è il mio poetar'
    E diciannov' in veritate son novanta
    E' per codest'amico impossibil l'elogiar
    Se voce sua d'insopportabil'udir ancora canta.
     
    Ma Conel' non ti crucciar'
    L'amicizia mia è lungimirante
    E come dicea Dante più non dimandar'
    Se continuar' vuoi ch'ella sia costante.
     
    Marco Minei
    December 04

    muse... and amuse!

    La partenza non è stata delle migliori, anzi. Mi hai colto di sorpresa, e mi hai dato una brutta notizia, di quelle che più brutte non ce ne potevano essere. Il viaggio è stato indimenticabile, è vero, ma con te sarebbe stata tutta un'altra storia. E poi i biglietti, quelli che ho dimenticati a casa due minuti prima che partisse il treno, e le corse, quelle che ho fatto con una coperta in mano (identificato poi come barbone agli occhi della mia famiglia e non solo). Il viaggio. I comunisti. Anzi le comuniste. Ed io che parlo contro le suddette. Logorroici e logorroiche. Ed io non vedo l'ora di scendere. Anziani (e non anziane) che leggono donna moderna. Le carte, gli abbracci mancati di Orlando (con tanto di sfottò). L'arrivo nella gelida Bologna. L'attesa, la radiolina, i binari del treno, pingpong. La folla, le transenne. Aiuto. Resistenza! Entriamo. Dolori. Noisette. I dolori aumentano. L'attesa si fa dura, il pensiero è altrove. Il sipario si apre. Entra un'astronave. Si apre. Esce la batteria. Note di basso. E' Map of the problematiquè. Matt è rosso, interamente. La chitarra è luminosa, come sempre. E poi le canzoni. Ci sono tutte. Plug in baby. New born. Bliss. Sunburn. E poi Starlight, Time is running out, Supermassive black hole. Tamarri che salgono, tamarri che scendono. Gli effetti ottici sempre più sorprendenti. Vanno via. Ritornano. Luci su Matt. E' Take a bow. Epica, suggestiva. Sadici i Muse, prima Hysteria e Stockholm syndrome poi. Mi volevano morto. In effetti tanto bene non sono stato. Sudavo, quasi freddo. Knights of Cydonia. La fine. I fuochi. L'astronave parte e va via. E le scoperte, anzi la coperta. Che mi avevano fregato dalla borsa. E l'eroico Sebastiano, che non curante del pericolo, fa a botte con due stronzi per riaverla. E la maglia. Tutta bagnata. E le maglie, quelle di dopo. La lotta per prendere il pullman. E il posto, faticosamente conquistato, ceduto ad una ragazza che si sentiva male. E la notte in stazione. Il cappello. La sciarpa. Le 3 maglie. La coperta a mò di scialle. Il "nonnetto", prima per Salvo, poi per tutti. E il grande condottiero, che ci ha guidato valorosamente per le strade di Bologna. Saluto tutti i compagni di avventura. Seby. Salvo. Marco. Orlo. Igi. Raffaele. La magia è finita. Ma in fondo sono contento di esser tornato.
    Qui c'è una magia ancora più grande e più bella...
    December 01

    eccomi qua

    Eccomi qua! Dopo un mese, passato in fretta eppure molto lentamente, sono tornato, dopo una lunga pausa forzata come ogni anno in questo periodo. Eh sì, perchè le manie di novità, o di risparmio colgono mio padre puntualmente alla fine di ottobre per protrarsi lungo tutto novembre.
     
    Benissimo, ora che ho completato la descrizione del perchè sono mancato, passo ai soliti saluti. Stavolta però voglio salutare tutti quelli a cui non sono mancato, dato che quelli a cui sono mancato, in un modo o l'altro si sono fatti sentire, e i fedelissimi invece, per fortuna, li sento e li vedo spesso.
     
    Domani si va a Bologna. Mi aspettano due lunghi giorni di divertimento insieme ai fedelissimi ed un concerto strepitoso, da cui però temo di rimanere deluso, dopo aver realizzato che di concerti come quello dei Pearl Jam a Milano ce ne saranno pochi nella mia vita... Ai Muse toccherà davvero stupirmi!
     
    Questo mese è trascorso davvero in fretta, sto appena realizzando che fra poco i corsi finiranno e mi toccherà mettermi seriamente a studiare, mentre un mese fa potevo dire: che cacchio, è da appena un mese che sto all'università!
     
    Ogni giorno mi sento sempre più stanco, ed ogni settimana che passa la mia resistenza si abbassa. Mi capita di essere già stanco il martedì mattina, e quella sveglia che suona, risuona, e continua a suonare indifferente alle mie richieste di dormire vorrei tanto ammazzarla.
     
    Un appello ai colleghi universitari: è vero, ho sempre sonno, ma non sono così, almeno non perennemente.
     
    Un appello a Spunk: io e te dobbiamo parlare, è un sacco di tempo che non parliamo e tutto questo mi fa soffrire terribilmente. E tu sei uno stronzo, mi hai illuso dicendomi che mi avresti chiamato in questi giorni e non l'hai fatto. Come soffro! Ps. Sì, sentiti in colpa, mi piace.
     
    Vabbè dopo tutta questa serie di pensieri sconnessi, appelli e quant'altro vi lascio alla vostra pace quotidiana. Un saluto a tutti. Ciau.